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sábado, 10 de mayo de 2014
The Full English (2013) [UK]
The Full English es un innovador proyecto patrocinado por el Folk Dance Inglés y Sociedad canción que reúne por primera vez a principios del siglo 20 colecciones folksong de Harry Albino, Lucy Broadwood, Clive Carey, Percy Grainger, Maud Karpeles, Frank Kidson, Thomas Fairman Ordish, Cecil Sharp Ralph Vaughan Williams y Alfred Williams. El resultado es la base de datos más completa de canciones populares británicas, canciones, bailes y costumbres en el mundo.
Con motivo del lanzamiento del proyecto, estudioso canción popular y aclamado cantante Fay Hield ha reunido a The Full English, reunir media docena de los mejores talentos en el circuito de música tradicional Inglés para una noche de canciones extraídas de estas colecciones únicas. Juntos la banda ha grabado un gran álbum de material extraído de estas colecciones históricas. Rápidamente convirtiéndose identificado como un supergrupo popular The Full English incluye cantante y violín jugador Seth Lakeman, quien ha dirigido con éxito popular Inglés en la corriente musical con sus actuaciones de alta energía y una serie de álbumes más vendidos, y uno de los mejores del mundo y guitarristas más admirados, Martin Simpson. Nancy Kerr es otro violinista / cantante con un profundo compromiso con el repertorio tradicional Inglés, célebre por sus asociaciones de frontera-sensacional con Eliza Carthy y James Fagan. Sam Sweeney (violín) y Rob Harbron (concertina) son formidables instrumentistas que figuran en banda de acompañamiento Hurricane Fay, así como en el remanente Reyes de Jon Boden, y son dos de los músicos de la mayoría de los de mayor demanda en la escena. Clavado toda esta multi-instrumentalidad abajo es Ben Nicholls, contrabajista de la opción para artistas tan diversos como el de Seth Lakeman Band, Martin Carthy y Jimmy Somerville.
Musicians
Seth Lakeman, vocals, fiddle, viola, bouzouki;
Martin Simpson, vocals, guitar;
Fay Hield, vocals;
Nancy Kerr, vocals, fiddle, viola;
Ben Nicholls, vocals, double bass, concertina;
Rob Harbron, vocals, concertina, fiddle;
Sam Sweeney, vocals, fiddle, cello, nyckelharpa, percussion;
Tracks
Awake Awake (Roud 22620; Laws M4) (3.11)
Stand By Your Guns (Roud V396) (3.32)
William and Nancy Cotswold Morris tune (3.34)
Creeping Jane (Roud 1012; Laws Q23) (4.37)
Arthur O'Bradley (Roud 365) (3.57)
Portrait of My Wife (Roud V14031) (3.51)
Fol the Day-O (3.54)
Brigg Fair (Roud 1083) (3.42)
Rounding the Horn (Roud 4706) (4.26)
The Servant Man (Roud 539; Laws M15) (3.52)
Man in the Moon (Roud 21397) (4.05)
Linden Lea (Roud B104645) (4.19)
miércoles, 23 de abril de 2014
Nömadak tx
C'est avec un grand plaisir que je vous propose aujourd'hui sur mon blog,
et grâce au site Eitb.com qui vient de le rendre disponible à nouveau
lefilm "NOMADAK tx".
Ce film, véritable road-movie à reçu de nombreux prix internationaux...
Les visiteurs de mon blog connaissent déjà bien le duo de txalapartaris
OREKA tx formé d' Harkaitz MARTINEZ et Igor OTXOA.
Les auditeurs de nos ex-BALADES EN PAYS PAYS BASQUE
sur Radio Bro Gwened se souviennent aussi de l'interview
d'Harkaitz et Igor que j'avais eu le plaisir de rencontrer
quelques semaines avant l'arrêt de l'émission de radio...
Harkaitz MARTINEZ et Igor OTXOA sont partis à la rencontre de peuples nomades du monde
avec un vecteur de communication : Leur instrument, la txalaparta !
De l'Inde au cercle polaire, du Sahara occidental en Mongolie,
rencontres avec les peuples Berbères, saharaouis, saapmi, tsaatan....
Notre duo basque nous convie à quelques rendez-vous en terres inconnues.
Un hymne au respect des peuples et de leurs identités, à la beauté des paysages...
En un clic : Nous partons pour une heure et demi de bonheur !
http://www.eitb.tv/eu/#/bideoa/725915481001
Les non-bascophones regretterons les 4 premières minutes d'explications
mais la bande-son du film est surtout composée de musiques et chants.
La langue n'est donc pas un obstacle.
Le site internet : http://www.nomadaktx.com/
Título original:Nömadak Tx
Año:2006
Duración:90 min.
País:España
Director:Raúl de la Fuente
Guión:Raúl de la Fuente, Pablo Iraburu, Harkaitz Martínez de San Vicente, Igor Otxoa
Música:Oreka tx
Fotografía:Raúl de la Fuente
Productora:Txalap.art / Arena Comunicación / Parallel 40
Género:Documental | Documental sobre música
viernes, 18 de abril de 2014
Paolo Fresu Quintet: ¡30! (2014) [Italia]
Trent'anni di attività sono davvero un bel traguardo e il quintetto di Paolo Fresu condivide questa longevità in Europa forse solo con il trio dell'illustre pianista Alexander von Schlippenbach, che ha doppiato ormai abbondantemente la tappa dei quarant'anni. Il motore del quintetto di Fresu è perfettamente lubrificato, come è apparso anche dal vivo nelle date che precedevano di poco la registrazione di questo disco.
Il lavoro è sobrio e accattivante, curato nei dettagli: forse un tantino levigato, al punto che riflette solo in parte la forza prodotta dal vivo. Ma questa è cosa risaputa da chiunque segua il jazz, in modo particolare quando si mettono in campo personalità abituate a reagire in modo ottimale nel contatto sul palco, con scambi di energia che si traducono in emozione, qualità, intensità espressiva. In studio non è la stessa cosa. Non sempre.
Detto questo, annotiamo che il quintetto mantiene anche dopo tanto tempo freschezza e concentrazione creativa, che le composizioni in questo lavoro sono ben variate nel carattere e distribuite tra i componenti: quattro a nome del leader, due per ogni componente del quartetto e una tratta dal passato remoto di Henry Purcell, così ricco di dramma e poesia e così amato da Fresu (beh, non solo da lui).
Ogni brano porta l'impronta del proprio autore, spesso mettendo in gioco contrasti stimolanti, stilistici ed espressivi: Tino Tracanna si libra tra astrazione e lirismo, Roberto Cipelli porta il discorso sulla ballad e sulla bellezza melodica nel tema sospeso di "Till the End," splendidamente interpretato dal sax tenore di Tracanna. Attilio Zanchi offre ai solisti il modo di esprimersi con pregnanza nel suo "Words of Wisdom." Ettore Fioravanti fa volare alto il pianoforte di Cipelli e il sax soprano di Tracanna sul metro in sette di "Aquile," mentre ci diletta di grazia nel breve volo di "Colibrì."
Da parte sua, Fresu gioca tra il "Chiaro," lo "Scuro," il "Trasparente" e le "Giallefoglie," cogliendo qui l'essenza del proprio fare musica nei colori e nelle sfumature più delicate, nei contrasti cromatici più tenui. Dando qua e là qualche pennellata di effetti elettronici fin troppo ben educati.
fuente
01. Chiaro
02. Till the End
03. Trenta giorni
04. Perspective from the Train
05. Trasparente
06. Aquile
07. Giallefoglie
08. Scuro
09. Gufo
10. When I Am Laid in Heart
11. Go Go B.
12. Words of Wisdom
13. Colibri'
14. The Old Way (Bonus Track)
Paolo Fresu trumpet, flugelhorn
Tino Tracanna tenor and soprano sax
Roberto Cipelli piano, Fender Rhodes
Attilio Zanchi double bass
Ettore Fioravanti drums, percussion
Il lavoro è sobrio e accattivante, curato nei dettagli: forse un tantino levigato, al punto che riflette solo in parte la forza prodotta dal vivo. Ma questa è cosa risaputa da chiunque segua il jazz, in modo particolare quando si mettono in campo personalità abituate a reagire in modo ottimale nel contatto sul palco, con scambi di energia che si traducono in emozione, qualità, intensità espressiva. In studio non è la stessa cosa. Non sempre.
Detto questo, annotiamo che il quintetto mantiene anche dopo tanto tempo freschezza e concentrazione creativa, che le composizioni in questo lavoro sono ben variate nel carattere e distribuite tra i componenti: quattro a nome del leader, due per ogni componente del quartetto e una tratta dal passato remoto di Henry Purcell, così ricco di dramma e poesia e così amato da Fresu (beh, non solo da lui).
Ogni brano porta l'impronta del proprio autore, spesso mettendo in gioco contrasti stimolanti, stilistici ed espressivi: Tino Tracanna si libra tra astrazione e lirismo, Roberto Cipelli porta il discorso sulla ballad e sulla bellezza melodica nel tema sospeso di "Till the End," splendidamente interpretato dal sax tenore di Tracanna. Attilio Zanchi offre ai solisti il modo di esprimersi con pregnanza nel suo "Words of Wisdom." Ettore Fioravanti fa volare alto il pianoforte di Cipelli e il sax soprano di Tracanna sul metro in sette di "Aquile," mentre ci diletta di grazia nel breve volo di "Colibrì."
Da parte sua, Fresu gioca tra il "Chiaro," lo "Scuro," il "Trasparente" e le "Giallefoglie," cogliendo qui l'essenza del proprio fare musica nei colori e nelle sfumature più delicate, nei contrasti cromatici più tenui. Dando qua e là qualche pennellata di effetti elettronici fin troppo ben educati.
fuente
01. Chiaro
02. Till the End
03. Trenta giorni
04. Perspective from the Train
05. Trasparente
06. Aquile
07. Giallefoglie
08. Scuro
09. Gufo
10. When I Am Laid in Heart
11. Go Go B.
12. Words of Wisdom
13. Colibri'
14. The Old Way (Bonus Track)
Paolo Fresu trumpet, flugelhorn
Tino Tracanna tenor and soprano sax
Roberto Cipelli piano, Fender Rhodes
Attilio Zanchi double bass
Ettore Fioravanti drums, percussion
Värttinä - Musta Lindu (1989) [Finlandia]
Värttinä se promociona como un remoto antepasado de "New Folk finlandés." Los orígenes de Värttinä se remontan a 1983 en el pueblo de Rääkkylä, en Karelia, la región del sudeste de Finlandia, como el proyecto de cantantes y actores Kantele Sari y Mari Kaasinen. La idea era formar un grupo de jóvenes a recitar poesía Carelia , cantar y tocar kantele. El interés y la apreciación en el grupo creció hasta el punto de que muchos más jóvenes querían unirse, y lo hicieron! El resultado fue un grupo de 21 miembros, jugando y cantando la canción popular tradicional de Carelia. Más tarde, un objetivo común emergió: explorar y revivir Carelia / ugrofinesa tradición musical y descubrir formas nuevas y más emocionantes de la organización y la realización.
El original Värttinä line-up, con el sonido distintivo de quince niñas cantando y tocando kantele (el instrumento nacional de Finlandia), además de seis jóvenes les acompañan con la guitarra acústica, bajo acústico, violín, acordeón, saxofón, tin whistle y la flauta hecha dos grabaciones Värttinä (1987) y Musta Lindu (1989), cada uno abriendo nuevos territorios en el campo de la música popular finlandesa.
"Sorja poika" / "Pretty Boy" (traditional / Sari Kaasinen) – 2:58
"Musta lindu" / "Black Bird" (trad. / S. Kaasinen) – 3:02
"Itku" / "Weep" (S. Kaasinen) – 5:11
"Ui ui" / "Oh..." (trad. / S.Kaasinen) – 2:37
"Täst' se lähti toinen tahti" / "The Second Beat" (trad. / S. Kaasinen) – 4:59
"Vot i kaalina" (trad. / S. Kaasinen) – 1:47
"Kadrilli" / "Quatrille" (trad. / S. Kaasinen) – 3:08
"Ämmät" / "Old Wives" (trad. / S. Kaasinen) – 2:33
"Kylä vuotti uuttaa kuuta" / "Waiting For The New Moon" (trad. / S. Kaasinen) – 4:59
"Loitsu" / "Spell" (Värttinä boys) – 0:58
"Ruskie neitsyt" / "Brown-haired Maiden" (trad. / S. Kaasinen) – 2:22
"Ruskoi reggae" (trad. / S. Kaasinen) – 3:15
"Ankaralaisen turistin maahanpanopolkka" / "Funeral Polka of an Ankaran Tourist" (trad. / S. Kaasinen) – 2:12
viernes, 11 de abril de 2014
Jerez-Texas - Sun (2009) [España]
Tercer álbum de esta formación inusual, integrada por Ricardo Esteve (guitarra flamenca), Matthieu Saglio (violonchelo) y Jesús Gimeno (Batería y cajón)
Tercer álbum de esta formación inusual, integrada por Ricardo Esteve (guitarra flamenca), Matthieu Saglio (violonchelo) y Jesús Gimeno (Batería y cajón). Su lenguaje musical, propio y reconocible, se hace universal al tomar las mejores esencias del jazz más libre y creativo, la elegancia propia de repertorios clásicos, el flamenco y la música mediterránea en general. El trío se crea en Valencia en 2002, y desde entonces, a lo largo de sus encuentros, estos tres virtuosos se han rodeado de muy diversos colaboradores. Guiada por una alquimia tanto humana como musical, la banda se ha vuelto una formación con geometría variable, ampliando su estilo inicial a un universo mucho más rico. Si en su anterior álbum "Patchwork" colaboran las voces de Isabel Julve, de Josep Aparicio ?Apa?, de Abdoulaye N?Diaye y de Ester Andújar; en éste, "Sun", Jerez-Texas cuenta de nuevo con la colaboración de la fogosa cantaora y bailaora Isabel Julve y el espectacular trompetista David Pastor, además de la voz de Arantxa Domínguez. Las once nuevas composiciones de Jerez-Texas dibujan las riberas de un nuevo continente musical en el corazón del Mediterráneo. Duración: 48'29"
01. Cercanías
02. Cuando dices te quiero
03. Un Americano en Motril
04. Silencio
05. La Barranquera
06. Birdland
07. Paris sous la Pluie
08. Sun
09. Celos
10. Acierto Pleno
11. Erase una Vez
lunes, 7 de abril de 2014
Jerez-Texas - Patchwork (2007) [España]
Coger a tres fuertes personalidades musicales - Ricardo Esteve a la guitarra flamenca, Matthieu Saglio al violonchelo, y Jesús Gimeno a la batería, juntarlas en el 2002 en Valencia (España) y se obtiene el núcleo duro de Jerez-Texas, una aleación hecha de flamenco, música clásica y jazz.
Una formación con geometría variable
Desde entonces, a lo largo de sus encuentros, estos tres virtuosos se han rodeado de colaboradores. Guiado por una alquimia tanto humana como musical, el trío se ha vuelto una formación con geometría variable, ampliando su estilo inicial a un universo mucho más rico. En el álbum Patchwork, colaboran las voces de Isabel Julve, de Josep Aparicio ‘Apa’, de Abdoulaye N’Diaye y de Ester Andújar. Para la gira con el nuevo álbum SUN, Jerez-Texas cuenta con la colaboración de la fogosa cantaora/bailaora Isabel Julve y del espectacular trompetista David Pastor. Poco a poco, las composiciones de Jerez-Texas han ido dibujando las riberas de un nuevo continente musical en el corazón del Mediterráneo.
Hay un flujo universal a este álbum refinado que ve Jerez-Texas, equipo de algunas personas destacadas como las voces de Ester Andújar y Abdoulaye N'Diaye, el percusionista Osvaldo Jorge y el acordeonista Carlos Sanchis. La mezcla hispano-francesa en el núcleo de la banda es lo mejor en un tapiz que pretende seguir el diseño arquitectónico de un patio andaluz, lleno de luz, mezclando el calor del sol con la frescura del agua, las piedras finamente esculpidos y la exuberancia de la vegetación. "
Palabras grandilocuentes encerrados por Gabriel Omnès para las notas de la manga, aún no los pretenciosos cuando se ponen de lado a lado con estas once composiciones originales. Se armonizar el flamenco con el jazz y la gracia sin esfuerzo, realzado por cristalina ejercicios vocales en español o en wolof en canciones como "In-finito" o la canción. Esteve, Saglio y Gimeno tanto, infundir un sentimiento de que un nuevo folklore está siendo re-inventada en la época y de probada eficacia repertorios del sur de España. Heces de Ester Andújar y poemas de sobria N'Diaye en Senegal el proyecto de composiciones clásicas en un escenario internacional que se ha convertido recientemente en sensibles a la dimensión de este grupo pionero.
El primer álbum de Jerez-Texas, Santo, ya despertó las críticas a la capacidad de la banda después de su lanzamiento en 2005. El patchwork es probable que para confirmar sus primeras impresiones con su caleidoscopio de confianza de influencias. Agregado a esto, existe un cierto grado de audacia que el trío se muestra cuando, por ejemplo, se ponen solos de clásicos como "Bajo los Naranjos" de lado a lado con una canción tradicional como "Sarao Mediterráneo", con cinturón a cabo por el folclore cantante Josep Aparicio "Apa". Y, como la entrada discreta a los patios en el Mediterráneo, no se deje engañar por las apariencias: un muro exterior sobrio y carente de imaginación (la portada del álbum) se puede esconder un tesoro de sensaciones, guiado por los diseños arquitectónicos nuevos y sorprendentes (la lírica y las innovaciones en la composición en este CD 47 minutos). ~Daniel Brown
01-Balada Inch´Allah
02-Pachanga
03-La vida es bella
04-Patchwork
05-In-finito
06-Me da lo mismo
07-Bajo los naranjos
08-Sarao mediterráneo
09-La plage
10-Durango
11-Quan somnies
Musicos:
Ricardo Esteve (guitarra flamenca)
Matthieu Saglio (violonchelo)
Jesús Gimeno (Batería y cajón)
Musicos invitados:
Ester Andújar (voz)
Isabel Julve (voz)
Josep Aparicio “Apa” (cantaor)
Abdoulaye N´Diaye (voz)
Carlos Sánchis (acordeon)
Osvaldo Jorge (percusionista)
jueves, 13 de marzo de 2014
Realejo - Cenarios (1998) [Portugal]
«Confesso os meus receios: que dizer de algo que foi criado para ser ouvido? Que aqui e agora se procura dar presença máxima às raízes, procurando antecipar a razão de ser do futuro, (re)criando no presente uma música cuja razão de ser é vida e emoção cultural? Ou que são fragmentos culturais de uma memória colectiva não raro adormecida e não menos raro menosprezada? Não isto já todos sabem e nada acrescenta à audição destes "Cenários", do Realejo!
Já sei: avanço pela questão da autenticidade expressiva que dimana de cada composição, com uma originalidade assente na variedade dos estilos musicais aqui soberbamente ilustrados ou sugeridos. Pois, mas já todos sabemos que os cânones tradicionais não podem (nem devem!) ser encarados como algo de estático, parado num tempo determinado, mas sim como expressão de mutações permanentes, de enriquecimentos constantes no diálogo com outros povos e outras culturas. Mas, assim colocadas as coisas, uma vez mais a sensação de estar a limitar-se a simples constatações!
No entanto, uma coisa é certa: com a música do Realejo, a (re)criação inspira-se e alicerça-se nos elementos significantes do nosso legado tradicional, sem menosprezar as pressões estéticas da modernidade, mas de uma contemporaneidade expressiva de tal modo enraizada que as novas composições parecem emergir do mais profundo da nossa mais autêntica tradição. Aqui chegados, dirão alguns: pois, a velha questão da identidade!... Claro que sim, a "velha" questão da identidade, mas não de uma identidade abstracta e criada em vácuo formalista mas sim num contexto de amplas interacções influentes. Tanto mais que nenhuma cultura pode reclamar como própria uma música desligada do intercâmbio e do diálogo com as expressões musicais de outros povos. E é tudo uma questão de equilíbrio expressivo, direi. Mas isso é mais que evidente e nada de original, dirão outros, invocando Nettl: trata-se de um equilíbrio entre a ideia da música tradicional como fenómeno nacional ou regional e o conceito de música folclórica como um tipo de música supranacional.
Embora a música do Realejo se inscreva no contexto das eurofonias tradicionais e de inspiração tradicinal, nunca é de mais reconhecê-lo em termos culturais. Recordo um concerto do Realejo nos palcos Intercélticos: da memória dos sons da surpresa parte hoje para a alegria da (re)criação dos sons da cultura. Mais do que um grupo, o Realejo afirma-se hoje como um verdadeiro projecto cultural. E é aqui que as palavras de revelam de todo inúteis. E porque esta música é acima de tudo emoção da vida, que cesse a crónica e se renove em cada audição o sortilégio da nossa própria (re)descoberta.» (Mário Correia, 1998)
1. Amanhecer (Amadeu Magalhães)
2. Music for a Found Harmonium (Simon Jeffes)
3. Bendito das Trovoadas (Tradicional – Beira Baixa)
4. Maragato Son (Tradicional – Paradela, Miranda do Douro)
5. Cenários I (Nau Trevairs, Rondeau – tradicional de Gers; Polka de Force Majeure – Patrick Couton; Polka Piquée d’Allard – tradicional; Rondeau du Savès – tradicional de Gers)
6. Quiçá (Amadeu Magalhães)
7. São Gonçalo de Amarante (Tradicional – Douro Litoral)
8. Cantiga de Realejo (Amadeu Magalhães)
9. Deus te salve, ó Rosa (Tradicional – Aljezur, Algarve)
10. Nunca me canso (Amadeu Magalhães)
11. Final de Inverno (Amadeu Magalhães)
12. Tornelinho (Amadeu Magalhães)
13. Cenários II (Moda de Harmónio – Carregal Fundeiro, Castanheira de Pêra; Frei João – Ilha da Madeira; Escumalha – Moinho da Mata, Montemor-o-Velho)
Recolhas: Michel Giacometti ("Bendito das Trovoadas" e "Maragato Son"), César das Neves e Gualdino de Campos ("São Gonçalo de Amarante"), Fernando Meirelles ("Moda de Harmónio"), Xarabanda ("Frei João") e Júlio Gomes ("Escumalha")
Realejo:
Fernando Meireles – sanfonas, cavaquinhos, bandolim, trancanholas e percussões
Amadeu Magalhães – concertina, gaita-de-foles, flautas, viola braguesa, cavaquinhos, bandolim, bandola, guitarra, sarronca, trancanholas e percussões
Ofélia Ribeiro – violoncelo
Miguel Areia – violino
José Nunes – guitarras e bandolim
Arranjos – Amadeu Magalhães
Gravado nos Estúdios Namouche, Lisboa, por João Pedro de Castro
Misturado nos Estúdios Êxito, por Dominique Borde
Masterizado nos Estúdios Edit, por Dominique Borde e Joaquim Monte
Fotografia do grupo – Miguel Ramos
Fotos e pormenores dos instrumentos – Carlos Barata
Design gráfico e tratamento de imagens em computador – Dupla
Fuente
miércoles, 12 de febrero de 2014
Carmen Linares - Canciones Populares Antiguas (1994) [España]
Carmen Linares, Carmen Pacheco Rodríguez. Linares (Jaén), 1951. Cantaora
Carmen Linares es la gran voz femenina del cante de esta época. Desde niña oyó mucho flamenco, pues su padre era un buen aficionado que tocaba la guitarra y en la casa se oían muchos discos. Su familia la trajo a Madrid en 1965, donde conoció la veteranía cantaora más ensolerada de la mano de Pepe de la Matrona, Juan Varea, Rafael Romero o Fosforito. Finalizando la década comenzará su andadura profesional en las compañías de baile de Paco Romero y Carmen Mora, estrenándose discográficamente en 1970 acompañada por Juan Habichuela. Vendrá ahora -como gran paso profesional- el intenso mundo del tablao, pasando por los cuadros de Torres Bermejas y Café de Chinitas, que reunía talentos como Camarón, Enrique Morente, Perla de Cádiz, Serranito, los Habichuela...
Ha sido una de las primeras artistas flamencas que ha actuado en el Lincoln Center invitada por la Orquesta Filarmónica de Nueva York interpretando ‘El Amor Brujo’ de Falla. La crítica del diario ‘The New York Times’ definió su cante como "un poder expresivo extraordinario". La cantaora ha recorrido el mundo interpretando la obra acompañada en muchos casos de directores de la talla de Frühbech de Burgos, Josep Pons y Leo Brower en prestigiosos auditorios como el Teatro Colón de Buenos Aires, en el Teatro de la Ópera de Sydney y el Auditorio Nacional de Madrid.
De su revisión de ‘Las Canciones Populares Antiguas’ de Federico García Lorca surgió un álbum discográfico que serviría de soporte sonoro a un ballet de Víctor Ullate y a una obra teatral que protagonizó junto a la actriz Lola Herrera estrenada en el Teatro Real de Madrid. El gran hito en su discografía es la ‘Antología. La mujer en el cante’ (1996), con acompañamiento de grandes de la guitarra como Vicente Amigo, Tomatito y Juan Habichuela, entre otros. En 2000 el compositor y guitarrista Manolo Sanlúcar la elige en su producción ‘Locura de brisa y trino’ para recuperar poemas lorquianos armonizados por modernas composiciones de guitarra.
La obra discográfica de Carmen Linares ha sido aclamada por la crítica y ha recibido importantes galardones como el Premio ICARO (1988), Academia Francesa del Disco (1991), Medalla de Plata de la Junta de Andalucía (1998) y Premio Nacional de Música 2001 en su modalidad de interpretación. En 2002 grabó ‘Un ramito de locura’, candidato en la categoría de mejor álbum flamenco en los Premios de la Música y los Grammy Latinos 2003.
Como colofón a tal lista de premios, en 2006 se le concedió la Medalla de Oro de las Bellas Artes. Estos últimos años ha llevado su cante a multitud de escenarios como el Teatro Albéniz de Madrid, Teatro de Chaillot de París, los monumentales auditorios de Tokio en su gira japonesa o Palau de la Música de Barcelona. En directo, combina espectáculos como ‘Desde el alma’, ‘Popular y jondo’ o ‘De aire y madera’, entre otros, con los que frecuenta los principales festivales del circuito escénico nacional e internacional. Tras la edición especial conmemorativa del décimo aniversario de su obra antológica, prepara un disco con Juan Carlos Romero basado en poemas de Juan Ramón Jiménez que tiene previsto editar en 2008.
1. Romance Pascual de los pelegrinitos (guajiras)
2. El paño moruno (buleria)
3. Anda Jaleo (bulería)
4. En el café de chinitas (peteneras)
5. Sevillanas del siglo XVIII (sevillanas)
6. La tarara (tanguillos)
7. Nana de Sevilla (Berceuse)
8. Las morillas de Jaén (Zéjel)
9. Zorongo gitano (tangos)
10. Romance de Don Boiso (romance)
Créditos:
Recopiladas por Federico García Lorca
viernes, 7 de febrero de 2014
Estas Tonne - Bohemian Skies (2009) [Ucrania]
Estas Tonne' is a charismatic modern day Troubadour spreading an inspirational message of the new consciousness and paradigm whilst playing all over the world, delighting audiences from Americas to India, from the Middle East to Europe.
Born and raised in a former Soviet Union, Estas Tonne' studied classical music at the local music school. For more than ten years though, he put his guitar aside. ...His passion and love for music has been finally reactivated by the jazz-guitarist, Django Reinhardt. The inspiration he experienced, re-kindled a passion for music and a completely new and different path: The path of the Heart. Over a period of some years, the artist focused on specifying his guitar style. He has been travelling across the world playing on countless streets and hundreds of cities, at Festivals, in concerts and at different events. Many parts of the world, amongst others, the artist’s quarter of Montmartre (Paris) had a formative effect on his musical development.
The artist is known for his unique and remarkable guitar style by touching listeners deeply, especially those who witness the intensity of his music live in concert. Apart from the solo performance he's collaborating with dancers, musicians, clowns, poets, filmmakers and other artists.
Estas Tonne has been involved in various film projects as an actor, co-writer and co-producer as well as in countless theatrical experiments where he performed and improvised live.
Tracklist
1 All Roads Lead To Rome - Jerusalem 2:34
2 The Song Of The Golden Dragon 5:45
3 Bohemian Skies 7:44
4 David's Entry 3:32
5 The Winds That Bring You Home 8:23
6 Cuban Rhapsody 1917 5:30
7 Como Un Cristal 3:02
Vocals – Hanna Jahanforooz
8 Nayae 3:40
Congas – Yonatan Bar Rashi Vocals – Hanna Jahanforooz
9 Who Am I 6:19
Vocals [Poem] – Peter Moore Pendragon* Voice – Storia Time
Credits
Acoustic Guitar – Estas Tonne
Artwork – Natalia Natuka
Music By – Estas Tonne, La Familia Cosmica
lunes, 20 de enero de 2014
Kepa Junkera - Galiza (2013) [España]
Un ambicioso proyecto que fusiona las melodías de la música tradicional vasca con los ritmos del folclore gallego es el último trabajo del vasco, que presenta en 'Galiza' un álbum completamente diferente a lo que ha hecho hasta el momento, aunque con los ingredientes habituales a lo largo de su carrera.
Músico autodidacta desde que "a los 9 o 10 años" escuchara a su abuelo tocar junto a sus amigos la pandereta y la trikitixa, Kepa Junkera es en la actualidad uno de los músicos vascos más importantes dentro del folclore euskaldun.
Empezó repitiendo el repertorio de la música tradicional y luego a componer sus propias melodías que han visto la luz desde mediados de los 80 en una veintena de proyectos de estudio distintos. El último de ellos, 'Galiza' (FOL Música, 2013) es una fusión de música tradicional gallega con esos elementos que Kepa Junkera lleva trabajando durante décadas.
"Galiza se sale de lo que habitualmente he hecho, que es la música tradicional vasca con mis composiciones e instrumentos como la trikitixa, la txalaparta o los panderos", explica el artista vasco, que confiesa haber mantenido "una relación muy especial con Galicia desde hace más de 25 años".
Aunque Kepa asegura que siempre ha sentido admiración por las melodías populares gallegas, en este trabajo se planteó trabajar de una manera muy concreta: ponerse en contacto con distintos amigos de la música gallega para que ellos aportaran "la materia prima" de la música gallega y luego él "añadir los instrumentos con los que he trabajado toda mi vida".
"No quería añadir un bajo, una batería o programaciones, si no dejarlo en la desnudez que tiene esa música y que me parece ya muy potente", detalla Kepa, que "respetando la sonoridad de cada invitado", él introdujo en cada uno de los 36 temas sus melodías y composiciones.
[MAS...]
1
Alalá Transfigurado-Kepa Junkera feat. Cristina Pato-3:25
2
Muiñeira Dos PontinosKepa Junkera feat. Emilo do Pando & Daniel do Pando-1:28
3
Xota da Guía-Kepa Junkera feat. Budiño-3:08
4
Lelele-Kepa Junkera feat. Banda das Crechas-5:28
5
Danza Das Pereiras/Danza de Rubiós/Muiñeira de Mangüeiro-Kepa Junkera feat. Leilía-5:25
6
O Pousa-Kepa Junkera feat. Luar na Lubre-4:42
7
Fasioren Martxea-Kepa Junkera feat. Central O Folque-3:31
8
Canto de Monzo/Muiñeiras de Florencio-Kepa Junkera feat Central O Folque-4:08
9
Valse de Santa Mariña-Kepa Junkera feat. Davide Salvado-4:07
10
O Merlo/Bizkaian Zehar/Lúa Clarea/Pagasarriko Martxea/Lévame, Lévame-Kepa Junkera feat Treixadura-7:31
Disc 2
1
Galizako Muiñeirak/Trikitixa Martxa-Kepa Junkera feat. Susana Seivane-4:08
2
Maneo de Silván/Roman Urrazaren-Kepa Junkera feat Radio Cos-3:25
3
Agarrado de Vilar de Cabeiras-Kepa Junkera feat. Xabier Díaz & Adufeiras de Salitre-2:35
4
Muiñeira De Valdeferreiros-Kepa Junkera feat. Daniel do Pando-1:37
5
Terras do Norte-Kepa Junkera feat. Os Cempés-3:03
6
Muiñeira A Cruz da Lobeira/Ruada-Kepa Junkera feat. Os Cempés-2:55
7
Cantar Dos Arrieiros/Maneo Dos Barreiros de Malpica de Bergantiños-Kepa Junkera feat. Pandereteiros de O Afiadeiro-4:13
8
Valse de Arousa-Kepa Junkera feat. SonDeSeu-3:17
9
Rumba de Barciademera-Kepa Junkera feat. SonDeSeu-6:14
10
Ven Bailar Carmiña/Pasodoble do Berbés (Os Morenos de Lavadores)-Kepa Junkera feat. SonDeSeu-
4:26
11
Unha Noite na Eira do Trigo-Kepa Junkera feat. Uxía-4:26
12
O Galo-Kepa Junkera feat. Centro Galego de Barakaldo, Ceo de Sil & Alberte San Martín-4:00
13
Valse de Pazos de Merexo-Kepa Junkera feat. Manuel Pazos de Merexo-
3:48
miércoles, 4 de diciembre de 2013
The Baghdaddies - Dancylvania (2010) [Inglaterra]
Baghdaddies son:
Nigel kirkpatrick Trompeta, Voz y Melódica, Flugal Cuerno
Guitarra Paul Susans Bajo, Voz, Sousaphone y Contrabajo
Martin Douglas Drums, Vocals, Marching batería y percusión
Paul Ruddick Saxofón, Voz y flauta
Ziad Jabero Guitarra, voz y trombón
Recorriendo el mundo durante 14 años, la música los Baghdaddies 'es la música del mundo con fuertes tendencias de los Balcanes junto a las ranuras del Caribe, los ritmos del Medio Oriente e incluso algunos toques Geordie [Newcastle] nativas, todo inundado de influencias como el ska, jazz, punk y metal, entregado con el teatro y la exuberancia. Edificante y contagiosa y bailable, lleno de latón ampollas, conmovedoras armonías vocales 5 y una sección de ritmo que no se puede mantener todavía. Canciones para escuchar y fiesta!
"La banda tiene un estilo particular para los Balcanes y la captura de su frenética energía y extravagancia maravillosamente. También hay una parte justa de klezmer, jazz, ska y punk - una fusión anárquica donde Ivo Papasov reúne The Clash se reúne The Beat '[la revista songlines]
escuchar nuestra música siguiendo el siguiente enlace
http://soundcloud.com/baghdaddies
Los Baghdaddies realizan en festivales y lugares de todo el mundo, sino que también realizan espectáculos de calle y también pueden cambiar su forma de instrumentalización de vagar y proceso en un estilo de la banda Roma latón con tambor que marcha, sousaphone, trombón, saxo y trompeta. Los Baghdaddies también están felices de tener reservas privadas y son el anillo de bodas perfecto!
Hop en la alfombra mágica Baghdaddies para un increíble viaje musical recorriendo muchos rincones de la tierra. Los Baghdaddies han sido las audiencias asombrosas en toda Europa durante muchos años con su mezcla anárquica de estilos musicales europeos y mundiales tradicionales de todas las épocas, tirando juntos para formar una marca única infecciosa de música que nunca deja de tener un público saltando en un frenesí!
Los Baghdaddies juegan un batiburrillo ecléctico de alegría musical, ideal para acompañar el baile, la bebida, la fiesta y de compras. La banda se formó en 1996 y desde entonces ha lanzado cuatro álbumes. Han realizado giras y gigged extensamente por todo el Reino Unido y Europa - En etapas a lo largo y ancho, grandes y pequeñas, en las calles, en los pasillos de la aldea, los recursos de la música a todos.
Su sonido está influenciado por la música de todo el mundo - de la boda gitana, banda de música y la música gitana de Europa del Este, a través de reggae, ska, calypso, jazz y punk rock. Los Baghdaddies mantengan siempre un lado verdaderamente feliz y seriamente bailable a su música.
Provenientes de Newcastle upon Tyne, Inglaterra, la banda tienen la suerte de haber jugado en muchos eventos importantes y festivales, y ha aparecido en la radio y televisión en toda Europa. , Los Baghdaddies garantizan una velada estimulante de la fiesta musical y cavortment .... no se olvide de los zapatos de baile!!!
Stash
Keep Ya Feet Still
Into the Ether
Sufi’s Beard
Shri
Slow March to China
Pan’s Peephole
Biccy
Why
Flying Dragon
Happy Accident
Ivo
The Baghdaddies - Dancylvania
320 kbps + covers
Nigel kirkpatrick Trompeta, Voz y Melódica, Flugal Cuerno
Guitarra Paul Susans Bajo, Voz, Sousaphone y Contrabajo
Martin Douglas Drums, Vocals, Marching batería y percusión
Paul Ruddick Saxofón, Voz y flauta
Ziad Jabero Guitarra, voz y trombón
Recorriendo el mundo durante 14 años, la música los Baghdaddies 'es la música del mundo con fuertes tendencias de los Balcanes junto a las ranuras del Caribe, los ritmos del Medio Oriente e incluso algunos toques Geordie [Newcastle] nativas, todo inundado de influencias como el ska, jazz, punk y metal, entregado con el teatro y la exuberancia. Edificante y contagiosa y bailable, lleno de latón ampollas, conmovedoras armonías vocales 5 y una sección de ritmo que no se puede mantener todavía. Canciones para escuchar y fiesta!
"La banda tiene un estilo particular para los Balcanes y la captura de su frenética energía y extravagancia maravillosamente. También hay una parte justa de klezmer, jazz, ska y punk - una fusión anárquica donde Ivo Papasov reúne The Clash se reúne The Beat '[la revista songlines]
escuchar nuestra música siguiendo el siguiente enlace
http://soundcloud.com/baghdaddies
Los Baghdaddies realizan en festivales y lugares de todo el mundo, sino que también realizan espectáculos de calle y también pueden cambiar su forma de instrumentalización de vagar y proceso en un estilo de la banda Roma latón con tambor que marcha, sousaphone, trombón, saxo y trompeta. Los Baghdaddies también están felices de tener reservas privadas y son el anillo de bodas perfecto!
Hop en la alfombra mágica Baghdaddies para un increíble viaje musical recorriendo muchos rincones de la tierra. Los Baghdaddies han sido las audiencias asombrosas en toda Europa durante muchos años con su mezcla anárquica de estilos musicales europeos y mundiales tradicionales de todas las épocas, tirando juntos para formar una marca única infecciosa de música que nunca deja de tener un público saltando en un frenesí!
Los Baghdaddies juegan un batiburrillo ecléctico de alegría musical, ideal para acompañar el baile, la bebida, la fiesta y de compras. La banda se formó en 1996 y desde entonces ha lanzado cuatro álbumes. Han realizado giras y gigged extensamente por todo el Reino Unido y Europa - En etapas a lo largo y ancho, grandes y pequeñas, en las calles, en los pasillos de la aldea, los recursos de la música a todos.
Su sonido está influenciado por la música de todo el mundo - de la boda gitana, banda de música y la música gitana de Europa del Este, a través de reggae, ska, calypso, jazz y punk rock. Los Baghdaddies mantengan siempre un lado verdaderamente feliz y seriamente bailable a su música.
Provenientes de Newcastle upon Tyne, Inglaterra, la banda tienen la suerte de haber jugado en muchos eventos importantes y festivales, y ha aparecido en la radio y televisión en toda Europa. , Los Baghdaddies garantizan una velada estimulante de la fiesta musical y cavortment .... no se olvide de los zapatos de baile!!!
Stash
Keep Ya Feet Still
Into the Ether
Sufi’s Beard
Shri
Slow March to China
Pan’s Peephole
Biccy
Why
Flying Dragon
Happy Accident
Ivo
The Baghdaddies - Dancylvania
320 kbps + covers
miércoles, 13 de noviembre de 2013
Finis Africae - El Secreto De Las 12 (The Secret Of 12 O'Clock) (2013) [España]
Da que pensar que sellos extranjeros, en este caso uno japonés, sean los que se ocupen de descubrir la música de vanguardia española (por poner una etiqueta amplia) realizada hace unas pocas décadas. Tras empezar con un doble LP que ya ofrecimos, continúan con la recuperación del grupo madrileño Finis Africae con este disco (LP y CD) que selecciona 6 temas de los álbumes que publicaron durante los ochenta. Uno de ellos fue un temá clásico de las famosas sesiones de José Padilla en los buenos tiempos del Café del Mar en Ibiza.
fuente
Cara 1
1. "El Secreto De Las 12 (The Secret Of 12 O'clock)"
2. "Pipo Y Las Libelulas (Pipo & The Dragonflies)"
3. "El Hichicero (The Wizard)"
Cara 2
1. "Dobie Reflejo De La Luna En El Agua (Double Reflection Of The Moon On The Water)"
2. "Hombres Trueno (Thunder Man)"
3. "Ceremonia Magica En El Estanque (Magical Ceremony In The Pond)"
154,5 MB flac + covers
Hadouk Quartet - Hadoukly Yours (2013) [France]
1. Chappak
2. Ayur
3. Bora
4. Bollo
5. Shadow Maker
6. Bawu Call
7. Chaloupé de Chameau
8. Rouge Bambou
9. Danse des Lutins
10. Bittersweet Lullaby
11. Suite Cabaline 1
12. Suite Cabaline 2
13. Blueberry Hill
Didier Malherbe DOUDOUK, FLUTES
Loy Ehrlich HAJOUJ, GUMBASS, YAYLI TANBUR
Eric Löhrer GUITAR, LAPSTEEL, BANJO, CAVAQUINHO
Jean-Luc Di Fraya DRUM, PERCUSSIONS, VOICE
The Hadouk are back, but this time, they are four. This is a beautiful revival and a total success for this group that keeps searching for new inspiration.
335,8 MB - flac + covers
viernes, 15 de marzo de 2013
Flamenco Patrimonio de la Humanidad (2011) [España]
Flamenco: Patrimonio de la humanidad es un Disco-Libro con cuatro CD (69 canciones). Difícilmente se puede reunir en un álbum un elenco de artistas flamencos de semejante categoría, amplitud y diversidad estilística y generacional. Antes de seguir, la mejor demostración de la enorme calidad y representatividad del álbum es la relación de los artistas que aparecen.
Son:
Enrique Morente, Paco de Lucía, Camarón, Manolo Sanlúcar, José Mercé, Miguel Poveda, Carmen Linares, Mayte Martín, Cañizares, Remedios Amaya, Estrella Morente, Dieguito el Cigala, Tomatito, Manolo Caracol, Arcángel, Juan Habichuela, Chano Lobato, Chano Domínguez, Manuel Soto “Sordera”, Fernanda y Bernarda de Utrera, Chocolate, Porrina de Badajoz, La Paquera de Jerez, Pericón de Cádiz, Diego Carrasco, Esperanza Fernández, Rancapino, El Lebrijano, Sandra Carrasco, Ketama, Lole y Manuel, Pata Negra, Tomasito, Alba Molina, Dorantes, Antonio Rey, Juanito Villar, Víctor Monge “Serranito”, Juanito Valderrama, Rafael Farina, Sabicas...
El Libro-Disco Flamenco: Patrimonio de la humanidad se publica para celebrar este acontecimiento y contiene una parte fundamental de la historia del flamenco de todos los tiempos, del más antiguo al más evolucionado. Más de 30 estilos diferentes y algunas de sus variantes junto a “encuentros naturales” con otras músicas hermanas para un álbum que reúne a las grandes figuras, las más mediáticas: Enrique Morente, Camarón, Paco de Lucía, José Mercé, Miguel Poveda, Estrella Morente, Carmen Linares… A su lado, la pureza primitiva del cante representada por La Paquera de Jerez, Bernarda y Fernanda de Utrera, Caracol, Pericón, Chano Lobato, Chocolate, Rancapino o El Lebrijano, para llegar a la última y magnífica hornada representada por Sandra Carrasco.
Lo mismo pasa con los guitarristas, y ahí están desde maestros antiguos como Sabicas a la generación de Juan Habichuela y Serranito para llegar a Manolo Sanlúcar, Tomatito o Cañizares y terminar en novísimos como Antonio Rey. Y de los que llevaron y llevan el flamenco por otros cauces, qué decir de Pata Negra, Ketama, Tomasito, Diego Carrasco, Lole y Manuel, Chano Domínguez…
Es un abanico completo del universo flamenco del ayer al hoy, un paseo enriquecedor por los diferentes cantes, estilos, voces, quejíos, épocas… Y para que esta inmersión en el mundo flamenco sea completa, los cuatro CD llegan acompañados por un libro de más de 40 páginas que contiene declaraciones de artistas y personalidades con sus impresiones de la incorporación del flamenco a la lista de Patrimonio Inmaterial de la Humanidad; un texto sobre la historia del flamenco que incluye referentes literarios; una muy documentada cronología desde 1847 hasta nuestros días con amplia información sobre los artistas, los discos y los acontecimientos más significativos; una clasificación de estilos y cinco patrones rítmicos con gráficos de fandangos, soleá, bulería, seguiriya y guajira; bibliografía y páginas web relacionadas con el tema…
FLAC + ARTWORK
CD 1 - 443,68 MB
CD 2 - 446,06 MB
CD 3 - 407,68 MB
CD 4 - 409,43 MB
ARTWORK - 53,96 MB
jueves, 21 de febrero de 2013
Eliseo parra - Tribus hispanas [España]
TRIBUS HISPANAS es un disco que recoge el espíritu de las viejas canciones tradicionales y de los bailes que la España profunda ha cultivado a lo largo de los siglos. Son las diferentes tribus que se establecieron en la franja central de la ‘península Ibérica, en CASTILLA, con sus ritmos y voces, las que han inspirado al compositor y cantante Eliseo Parra para realizar este precioso trabajo, junto a músicos de la talla de Javier Paxariño (artífice de la “nueva música” española) y Juan Alberto Arteche (componente del mítico Nuestro Pequeño Mundo
y productor del sello) quienes han llevado a la practica una labor de desbroce y adaptación al sonido que la música tradicional merece hoy en día.
Un disco para paladear tranquilamente y dejarse llevar por la propuesta del viaje hacia la ancestral sabiduría de las “TRIBUS HISPANAS
1 La llave de la alegría
2 Van por el aire
3 Suite del Rebollar
4 El silenci d´estimar
5 Por el azul de este mar
6 Noche tranquila y serena
7 El son del repique
8 Número 9
9 De trilla
10 Bella y pagana
320 KBPS+COVERS
DESCARGAR
OTRO LINK
martes, 29 de enero de 2013
Ana Alcaide - La Cántiga Del Fuego (2012)[España]
Una creación nueva inspirada en la antigua tradición sefardí que habla de amores imposibles entre judíos y cristianos, de antiguas leyendas toledanas y del viaje de destierro de los sefardíes.
La historia de los judeo-españoles y su huella en la ciudad de Toledo impulsan a Ana para producir este disco de autor, con canciones nuevas marcadas por un estilo muy personal que ya definió en su trabajo anterior y que ahora amplia con mas sonidos y colaboraciones, ofreciendo una síntesis de estilos que busca los nexos comunes entre diversas culturas musicales.
1. El pozo amargo
2. Baila donde el mar
3. La cantiga del fuego-el viaje
4. Luna sefardita
5. Khun Caravan
6. La reina Ester
7. En el jardín de la reina
8. El agua del río
9. La cantiga del fuego- la canción
10. Ay que casas!
11. Mikdash intro
12. Mikdash
320 kbps+covers
DESCARGAR
lunes, 28 de enero de 2013
Antonio Zambujo - Quinto (2012) [Portugal]
Para el título de su nuevo disco el portugués António Zambujo (Beja, 1975) ha buscado un título sencillo con el que indica el número ordinal que hace en su discografía, iniciada hace una década con “O mesmo Fado” (2002). Pero no sólo lo hace en su lengua, lo estampa en la carpeta del disco en más de una decena de formas, indicativo de los viajes que ha realizado por todo el mundo en su carrera artística y las influencias que ha recibido su forma de concebir su arte.
Su voz dulce, cadenciosa y aterciopelada sigue oscilando entre el registro del fado tradicional y otras músicas atlánticas impregnadas de melancolía, de uno y otro lado del océano, de un registro vocal que sólo puede crear sosiego en la escucha de tanta sensualidad y belleza.
Con la producción de Ricardo Cruz, que también le acompaña al contrabajo, ha grabado quince nuevos temas que lo confirman como una de las voces portuguesas de personalidad propia, su elegancia en la interpretación alcanza otros matices sonoros y colores musicales que hacen cada una sus canciones piezas únicas.
1 Fado desconcertado
2 A casa fechada
3 Algo estranho acontece
4 Rua dos meus ciúmes
5 Flagrante
6 Não vale mais um dia
7 Lambreta
8 Madrugada
9 Milagrário pessoal
10 Sópode ser amor
11 Noite estrelada
12 Queria conhecer-te um dia
13 Fortuna
14 Maré
https://mega.co.nz/#!YNRlAB6Q!N7l68lcBR9llRzcugahyOiFBpCI0kavfW4JznNp5RX4
viernes, 7 de diciembre de 2012
Pablo Seoane Grupo - Sin Tron nin Son! (2012) [España]
Ás veces as palabras non saen como un quere senon como queren elas. Traizoados polo subconsciente mais xoguetón e satírico, a nosa lingua nos transforma en improvistos humoristas atopando imposibles relacións entre palabras ou expresións que nada tiñan que ver entre elas.
Estes nefastos erros da arquitectura lóxica da linguaxe soen sacar a gargallada mais sincera dos nosos amigos e xa de paso as propias vergoñas de quen os cometemos. E si!, ás veces quedan inmortalizadas na memoria dun colectivo de persoas que compartion esa circunstacia, repetindose sin compasión , sen descanso en cada ocasión -coma letra dun himno identitario e martirizante- ata que co paso do tempo apenas logra esquecerse. Sin xeito, sin sentido, ou “sin tron nin son”?
Sin tron é o xeito popular de denominar a aquel medicamento que cada vez forma parte de mais vidas sosténdoas no tempo… Axiliza e impide o atasco do coágulo no noso sistema arterial. É, sen embargo, motivador de tremendas colas nas recepcións de hospitais comarcais da nosa terra. Logo, o Sin tron é socializador! Axuda á xente a reencontrarse, a compartir miradas, posicións, paciencias, resignacións e gañas de vivir…
Se este medicamento soara, soaría a Pablo Seoane Grupo. Se Pablo Seoane Grupo sanara, cuararía do mesmo ca este medicamento -salvando algunha contraindicación adicional-.
Temas
Mazurca e carballesa
Sin tron
Home non me jotas!
Fado
Cabaceira
Titulo: Sin Tron nin son!
Autor: Pablo Seoane Grupo
Ano: 2012
Estilo: Folk
EP/LP: EP
Gravado e mixturado por Sergio Gonzalez nos locais de ensaio de Teo durante entre Xaneiro e Marzo do 2011.
Producido e enmaquetado por Pablo Seoane Grupo.
Pablo Seoane Grupo somos:
Pablo Seoane: gaitas.
Fernado Rey: trompeta.
Gutier Álvarez: violin, violin trompeta e zanfona.
Javier Sexto: acordeón.
Manuel Abraldes: baixo eléctrico.
Manuel del Rey: percusión.
Diego Rosende: percusión.
Músicos invitados en “Sin tron”:
Juan Álvarez: Tres cubano.
Julio Andrade: baixo eléctrico.
Contacto:
pabloseoane@yahoo.es
http://www.pabloseoanegrupo.com
http://www.facebook.com/PabloSeoaneGrupo
T (+34) 657810611
243 MB - waw + carpeta de disco para montar
Sin tron nin son!
a disfrutar de la música gallega!
Estes nefastos erros da arquitectura lóxica da linguaxe soen sacar a gargallada mais sincera dos nosos amigos e xa de paso as propias vergoñas de quen os cometemos. E si!, ás veces quedan inmortalizadas na memoria dun colectivo de persoas que compartion esa circunstacia, repetindose sin compasión , sen descanso en cada ocasión -coma letra dun himno identitario e martirizante- ata que co paso do tempo apenas logra esquecerse. Sin xeito, sin sentido, ou “sin tron nin son”?
Sin tron é o xeito popular de denominar a aquel medicamento que cada vez forma parte de mais vidas sosténdoas no tempo… Axiliza e impide o atasco do coágulo no noso sistema arterial. É, sen embargo, motivador de tremendas colas nas recepcións de hospitais comarcais da nosa terra. Logo, o Sin tron é socializador! Axuda á xente a reencontrarse, a compartir miradas, posicións, paciencias, resignacións e gañas de vivir…
Se este medicamento soara, soaría a Pablo Seoane Grupo. Se Pablo Seoane Grupo sanara, cuararía do mesmo ca este medicamento -salvando algunha contraindicación adicional-.
Temas
Mazurca e carballesa
Sin tron
Home non me jotas!
Fado
Cabaceira
Titulo: Sin Tron nin son!
Autor: Pablo Seoane Grupo
Ano: 2012
Estilo: Folk
EP/LP: EP
Gravado e mixturado por Sergio Gonzalez nos locais de ensaio de Teo durante entre Xaneiro e Marzo do 2011.
Producido e enmaquetado por Pablo Seoane Grupo.
Pablo Seoane Grupo somos:
Pablo Seoane: gaitas.
Fernado Rey: trompeta.
Gutier Álvarez: violin, violin trompeta e zanfona.
Javier Sexto: acordeón.
Manuel Abraldes: baixo eléctrico.
Manuel del Rey: percusión.
Diego Rosende: percusión.
Músicos invitados en “Sin tron”:
Juan Álvarez: Tres cubano.
Julio Andrade: baixo eléctrico.
Contacto:
pabloseoane@yahoo.es
http://www.pabloseoanegrupo.com
http://www.facebook.com/PabloSeoaneGrupo
T (+34) 657810611
243 MB - waw + carpeta de disco para montar
Sin tron nin son!
a disfrutar de la música gallega!
miércoles, 10 de octubre de 2012
Fetén Fetén - (2011) [España]
“Fetén Fetén” es el nuevo proyecto musical de Jorge Arribas y Diego Galaz. Las melodías que nos proponen en este espectáculo son, casi en su totalidad composiciones originales de ambos músicos, y nos sugieren un viaje a través de la música popular, tradicional o incluso de cabaret, y otros diversos estilos que han influenciado a este sorprendente dúo. Valses, fandangos, boleros, tarantelas, sonidos mediterráneos, ritmos del Este de Europa e influencias de la música del centro de España, sobre todo castellana, son algunos de los ingredientes fundamentales de este concierto. También sorprende la instrumentación elegida para esta actuación. A parte del violín y del acordeón, instrumentos que identifican a ambos músicos, podemos escuchar el suave y evocador sonido del serrucho, la magia en las melodías de los violines trompeta, el dulce timbre del vibrandoneón, metalófono, mandolina … etc. Música para sonreír, para bailar o para emocionarse de la mano de estos dos jóvenes compositores.
fetén fetén
Tracklist:
01 Vente que hacemos merienda cena
02 Vals para Amelia
03 Bolero para una tarde de Septiembre
04 Fetén Fetén
05 La Chambre Rouge
06 Melançia
07 ¡Adios Pichón!
08 Swing a la pepitoria
09 Zampullín y Somormujo
10 Fandangos de Atapuerca
11 En un lugar de La Mancha
12 Valsito
Fetén Fetén lo conponen Diego Galaz al violin y Jorge Arribas en el acordeón. Cuenta con la colaboración de músicos amigos y a sido producido por suscripción popular
Musicos invitados:Pablo Martín Jones, Pablo Navarro, Philippa Skilman, Raul Marquez, Nacho Mastretta, Luis Peixoto, Marian Sorín, Luca Frasca y German Diaz.
Haz tu pedido ahora y al confirmar la compra recibirás un e-mail con un enlace para descargar el Cd completo en formato mp3 de alta calidad para poder escuchar las canciones mientras llega tu CD.
Precio: 10.00 €
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FETÉN FETÉN
jueves, 4 de octubre de 2012
Goran Bregovic - Champagne for Gypsies (2012) [Serbia]
Goran Bregovic a fondé son premier groupe Bijelo dugme (le Bouton blanc) alors qu'il n'avait que 16 ans. Avec son groupe Bijelo dugme il a produit 13 albums en quinze ans, vendus à plus de 6 millions d’exemplaires. Dans les années 1970, il rencontre Emir Kusturica, cinéaste amateur et bassiste dans un groupe punk. En 1990 il compose la BO du troisième film d’Emir Kusturica, "Le Temps des Gitans", qui signera le début d'une collaboration fructueuse. Après avoir reformé son groupe Bijelo dugme en 2005, Goran Bregovic a repris la route en 2006 avec son Orchestre des mariages et enterrements. En 2008, il a assuré l'intermède de la finale du concours Eurovision. Il a également composé la chanson "Ova je Balkan", interprétée par Milan Stankovic, qui a représenté la Serbie au concours Eurovision de la chanson 2010.
C'est le 24 septembre 2012 que sortira l'album live de Goran Bregovic, "Champagne for the Gypsies". Goran Bregovic, le plus nomade des ambassadeurs de la paix nous offre des duos innatendus qui rendent hommage aux gypsies du monde entier. "Champagne for Gypsies" dénonce la pression extrême que les Tsiganes ont connu dernièrement à travers l'Europe (expulsés de France, l'Italie, battus en Serbie, maisons brûlées en Hongrie...).
fuente
Tracklisting du live album de Goran Bregovic, "Champagne for the Gypsies"
01. Presidente (featuring The Gipsy Kings)
02. On a Leash (featuring Selina O’Leary)
03. Be That Man (featuring Eugene Hütz de Gogol Bordello)
04. Hopa Cupa (featuring Florin Salam)
05. Ciribirella Ciribirella (featuring Stephan Eicher)
06. The Goran Bregovic Wedding And Funeral Band Bella Ciao
07. Quantum Utopia (featuring Eugene Hütz from Gogol Bordello)
08. Balkaneros (featuring The Gispy Kings)
09. Boogie Unca Woogie (featuring Stephan Eicher Fertig 10 The Goran Bregovic Wedding And Funeral Band)
11. Salam Omule (featuring Florin)
12. Champagne For Gypsies (featuring Selina O’Leary)
NUEVO LINK
CHAMPAGNE FOR GYPSIES
320 kbps + covers
a disfrutar de los balkanes!
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